Sa Pompìa: il raro agrume antico sardo è un superfood


Simile ad un mito, le sue origini sono misteriose e si perdono nell’antico passato.

Nome scientifico Citrus Monstruosa, pare sia il risultato dell’ibridazione naturale tra un cedro ed un limone, sebbene come altri agrumi abbia sviluppato molte proprie particolarità.
Deve il suo nome all’irregolarità della sua forma, che spesso mostra spesse protuberanze, ed alla sua mole che può fargli superare il mezzo chilo di peso.

Cresce solo in Sardegna, in un’area della Baronia che gravita intorno al comune di Siniscola (Nu). Cresce spontanea nelle macchie e negli agrumeti ed è arrivata sino a oggi perché è la materia prima fondamentale di alcuni dolci tradizionali di Siniscola.

Da cruda non è particolarmente apprezzabile, per via della spessa buccia e del sapore fortemente acidulo, anche più del limone. Malgrado ciò, molti amano mangiarla condita con olio e sale, ed eventualmente zucchero, al pari del suo parente il Cedro (da non confondere con l’omonima albero sempreverde).
I suoi rami sono molto spinosi, e la sua raccolta solitamente è affidata alle donne e richiede una certa maestria.
Da cotto si apprezza l’albedo (la parte bianca), che viene caramellata lentamente con il miele, mentre la buccia è eccezionale per aromatizzare liquori.

Famosa è la “pompia” nuorese, cioè il pomo di Adamo cucinato col miele”
(Grazia Deledda)

La scorza caramellata diventa “pompìa intrea” e messa sotto miele in barattoli di vetro come leccornia, oppure viene tagliata a pezzetti e unita a mandorle a scagliette; a volte si compone in pirottini usando le foglie aromatiche di un limone o arancio, diventando la “aranzada”, un antichissimo dolce sardo simbolo di femminilità e fecondità.

Divenuta presidio Slow Food e prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) della Sardegna, il suo olio essenziale sfrutta le sorprendenti proprietà nutraceutiche del prodotto, ricco di vitamine e sali minerali, toccasana per la salute delle vie aeree e dell’intestino, che consentono di classificarlo come super food naturale.

La Sardegna è una delle regioni italiane che negli ultimi anni ha perduto un patrimonio maggiore di cultivar tradizionali. In quarant’anni l’Università di Cagliari ha individuato più di 110 tipi di fagiolo antico sardo, prossimi a scomparire. Anche l’anguria fino a mezzo secolo fa vedeva una incredibile varietà: più di trenta tipologie di forma e caratteristiche straordinarie.
Le Argolands dedicheranno una porzione di parco ad i vivai “Jurassics”, dei giardini di riproduzione di biodiversità accessibili al pubblico.

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